STEFANO BENNI: OLTRE LA SATIRA

di Michela "La Tessitrice" Sbaffo
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“...Non tutti capiscono perchè alcuni vecchi comici diventano così seri, nel mezzo del film. Tagliate, dove non capite, e metteteci la pubblicità.” (da Comici spaventati guerrieri)

 
 

 

18.12.2002

Della vasta opera di S.Benni ho voluto evidenziare le situazioni in cui maggiormente la penna dell’autore ha abbandonato i toni di una spensierata e psichedelica comicità in favore di una satira spietata, tagliente, tragica.

Devo ammettere che questi momenti sono numerosi: la scomposizione alienante del linguaggio, irriverente e creativa, rivela con spietatezza il grottesco e maligno caos della società in cui noi stessi viviamo.

Il virtuosistico e funambolico gioco di distruzione e ricomposizione della lingua, in nuove ed aliene forme, si spinge infine alla ferocia ed alla profondità del tragico quando l’autore si trova di fronte ai tre grandi protagonisti dell’oggi (ma meglio dire: di sempre): i POTENTI, i SERVI, gli INDIFFERENTI.

Quello che io mi propongo con questa breve, e sostanzialmente informale, analisi è proprio riferirmi a queste tre figure e verificare quale posto esse trovino nell’opera benniana; più precisamente come vengano dall’autore presentate e causticamente accusate e condannate.

Ciò che si rivelerà infine ai nostri occhi sarà un uomo moderno "a pezzi", deumanizzato e distrutto, come le parole di una lingua che non riconosce più se stessa.

Buona Lettura!

 

 
 

I POTENTI:

i politici ed i ricchi,

solitamente in comunella con gli apparati della giustizia, dell’informazione, dell’istruzione, oppure appoggiati ed adulati da pseudo-intellettuali.

 

I politici appaiono ipocriti e corrotti, desiderosi esclusivamente di ricchezza e potere, indifferenti alla reale condizione dei cittadini.
Un esempio ne è la figura di Cornacchia, il futuro sindaco, in Comici spaventati guerrieri, pag 160-162.

I ricchi sono immersi in un mondo di alcool, droghe, serate mondane, affari illeciti. Per accumulare altri soldi e potere, o semplicemente per curare la noia, non esitano a rivolgersi con disumano piacere alle azioni più efferate ed immorali.
Sconcertanti i due racconti: CALIFORNIAN CRAWL in Il bar sotto il mare e CACCIA AL FAGIANO in L’ultima lacrima. Il ConDominio signorile Bessico in Comici spaventati guerrieri è la loro rocca ideale ed in essa si compie l’assassinio del giovane e puro Leone.

Entrambe le categorie si ammantano del più disgustoso ed ostentato perbenismo.

 

I SERVI:

gli apparati dell’informazione, dell’istruzione, gli pseudo-intellettuali,

tutti al servizio dei potenti e protetti da essi. Gli apparati dell’informazione mistificano vicende e scandali, coprendo le malefatte dei potenti; inoltre, promuovono un assopimento della coscienza collettiva, funzionale alla sicurezza dei “padroni”.

 

Per i giornali, o la stampa in generale, terribili in Comici spaventati guerrieri le pagine 178-180, da cui non posso fare a meno di citare: “Non pensi troppo. Prenda esempio da tanti suoi colleghi che hanno deciso di far raffreddare le meningi per qualche anno. Avete già tante cose da fare. Congressi, giurie, enciclopedie. Guardi il giornale: cosa bevono i vip? Che materasso usano i vip?” ; e così il colloquio con il frenatore capo (pag 50-52)

E poi c’è la televisione, interprete e promotrice di un vuoto edonismo e della cultura dell’apparenza. Non si impegna nel far riflettere sulle cose che accadono, si limita a riportarle e con disinvolto cinismo mescola il dolore alla facezia. Come in LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W in Teatro, pag 15.

Gli apparati dell’istruzione, ovvero la scuola e gli insegnanti: anch’essi si macchiano della colpa più grave, ovvero promuovere l’assopimento della coscienza collettiva; ma nel loro caso ciò è ancora più odioso poichè essi distruggono in particolare i giovani, la loro creatività, la capacità di interrogarsi.
I professori sono servi dei potenti e si inchinano alla morale perbenista dell’apparenza.
Memorabile ed agghiacciante nella sua paradossalità la scuola dell’Obbligo Televisivo di UN CATTIVO SCOLARO in L’ultima lacrima.

Gli pseudo-intellettuali sono coloro che hanno deciso di stare dalla parte dei potenti pur di ottenere fama e ricchezze: appoggiano dunque con vigore le decisioni della classe dirigente o la adulano spudoratamente. Frequentano salotti e serate mondane, conferenze e congressi, sempre pronti ad applaudire per il potente di turno o a perdersi in discussioni totalmente astratte, senza curarsi della concreta realtà delle cose.
Una vivace serata intellettuale è il tema del tragico racconto IL LADRO, da l’Ultima lacrima, in cui ben otto intellettuali, persi in litigiose sottigliezze teoriche, lasciano morire dissanguato un uomo.
Il tipico intellettuale di regime è tratteggiato in QUANDO SI AMA DAVVERO, da Il bar sotto il mare, come anche in ASTAROTH, da Teatro, pag. 149.

 

 

GLI INDIFFERENTI:

gli apparati della giustizia, l’uomo comune, la maggior parte dei giovani.

Si piegano di fronte alle angherie dei potenti, o semplicemente non se ne curano o neanche si riescono a rendere conto della malignità del sistema, e vagano come addormentati ed incoscienti, preda delle vuote mode e dello strapotere televisivo.

 

Gli apparati della giustizia spesso e volentieri sono anche servi, come in Comici spaventati guerrieri è dato intravedere dalle parole del commissario: "I giornali hanno dei padroni. Lo stato ha dei governanti. La polizia ha dei capi. Se non vi piacciono, cambiateli. Noi siamo qui apposta per impedirvelo. Amen."

L’uomo comune è rappresentato mirabilmente dal personaggio di Torquato Topo in Comici spaventati guerrieri, come è ben chiaro dal dialogo tra il tale e Lucio Lucertola a pag. 132-133. Illuminante anche il breve racconto LOMBRITTICOETICA, da L’ultima lacrima.

I giovani: traviati da una scuola serva ed addormentati nella coscienza dalla vacua televisione si nutrono di confuse esperienze, di un sapere imparaticcio, delle mode imposte dai mass-media. E così non possono combattere contro le sbarre di una prigione per loro invisibile e lentamente si spengono in loro coraggio, vivacità, creatività.
“Ecco, io vorrei qualcosa in mezzo. Il mio paradiso è sentirmi parte di qualcosa senza sapere cos’è quel qualcosa. Scegliere non mi piace, non mi hanno insegnato a scegliere, io sono di una generazione immobilmente positiva e positivamente immobile che ama applaudire, comprare biglietti, intervenire dal pubblico restando pubblico, consumare grandi quantità di poster, dischi, film e prodotti culturalmente sulla bocca di tutti.” Queste le parole della Ragazza in ASTAROTH, da Teatro (pag 145).

 

 

Contro la corrotta società sorgono allora gli EROI; eroi apparentemente improbabili: bambini, professori in pensione, giovani semplici nel loro desiderio di giustizia e di vita. Per fare dei nomi, ci basiamo specialmente sul ricco di esempi Comici spaventati guerrieri: Luca Lupetto, Lucio Lucertola (pag 11-16), Leone l’allegro, Lee il cinese... Gli eroi si scontrano quotidianamente contro il miope uomo comune e le ipocrisie dei servi. Ma il loro destino è cadere vittime dei potenti, come Leone e Lee, misteriosamente assassinati all’interno del ConDominio Bessico.

In una prospettiva ancora più oscura si muove LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W in Teatro: immerso nella devastante e macabra caocità del mondo, l’io moderno si rivela come una creatura complessa e spezzata: incapace di reagire, senza niente a cui appoggiarsi, senza più coscienza di una propria origine o di un senso univoco capace di permeare la realtà, significandola (pag 11-13).

 

 
 
 

Ciò che è stato da me scritto vuole essere un’interpretazione di un particolare aspetto dell’opera benniana, ovvero lo sfociare della comicità in senso tragico. Ma interpretazione rimane e non vuole commettere la presunzione di presentarsi come una chiave di lettura assoluta. L’indagine è stata svolta sulla base dei testi di Benni: Comici spaventati guerrieri (ed.1998); L’ultima lacrima (ed.1998); Teatro (ed.1999); Il bar sotto il mare (ed.1994). Tutti i testi analizzati sono stati editi dalla Giangiacomo Feltrinelli Editore.

Segnalo qui il sito ufficiale di Stefano Benni:
http://www.stefanobenni.it/

 
 
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